Ormai è un bel po’ che vado scrivendo in giro, con le mie varie personalità virtuali (“la specializzazione va bene per gli insetti”, insegnava un vecchio capolavoro di fantascienza), anche di temi antisessisti in generale, e che quindi mi becco insulti di vario tipo e sapore, da quelli semplicemente e gratuitamente cattivi ai più pittoreschi e improbabili. Tra tutti ne ricordo due, che non possono non farmi ridere nella loro stupida pretesa di offendere: 1) lesbica [sì, ve lo giuro, me lo hanno detto]; 2) stai con le femministe perché ti piace la fica [infatti quando un uomo etero vuole sesso facile, dove va? In un circolo femminista, come tutti sanno]. Bellissimi, veramente straordinari.
Il fenomeno che però osservo con più interesse da molto è il ripetersi di alcuni tipi di risposte nei vari blog, non solo i miei, ma quelli dove si parla di questioni “di genere” in senso lato. Validi maschioni machisti e maschilisti in vario grado intervengono ora pomposi ora laconici a ricordare la loro pochezza di argomenti; ma la cosa divertente è che ripetono più o meno le stesse scemenze, anche se il luogo non è lo stesso e l’argomento non è lo stesso. Blog, forum, flame su FB, non conta il ‘supporto’: con un po’ di sforzo non sarà difficile riconoscere il ripetersi di questi argomenti.
Mi ero riproposto un ampio campionario e una definizione di alcuni precisi “tipi”: poi ho notato che è del tutto inutile, perché le argomentazioni sono sempre poche rispetto alla vivace verbosità dei soggetti, e che - fenomeno ancora più interessante - quegli argomenti si ripetono sempre tutti insieme, contamporaneamente, vicini tra loro. Allora vi propongo qui un rapido elenco che è stato facilissimo ottenere: sono risposte a un solo post di un solo blog prese in un solo giorno di discussione. C’è già tutto il necessario. In corsivo il mio commento. Ho solamente tolto nomi e riferimenti inutili.
“Secondo me le donne si interrogano troppo, la naturale conseguenza di questo interrogarsi è sempre qualcosa da cambiare (ovviamente negli altri) … troppe domande, pochissime risposte … speriamo qualcuno riesca a fermarsi in tempo :D”
Solo tu non ti fai domande e sai tutte le risposte: tu, essere perfetto, maschio eterosessuale sputasentenze. Perfetto idiota. Questo uomo no.
“Ma non vi accorgete che non esiste più la famiglia, non esistono più relazioni “VERE” di persone che davvero sono innamorate dell’altro, e non dell’apparenza che la relazione genera nella società?
Tante di persone si accontentano, finendo poi per tradirsi continuamente l’una con l’altro. Se è questo, preferisco stare con gli amici. Maschi. Almeno finché non troverò una donna che sia felice di esserlo perché sa che quello che la differenzia da un uomo, è una dote, non un difetto.”
E dopo che l’ha saputo che interesse dovrebbe avere a condividerlo con uno che pensa sia possibile essere amico solo dei maschi? Quindi la donna va bene se s’innamora di te, le altre possono andare a cagare. Complimenti. Questo uomo no.
“Perché finora ho incontrato molte donne che dimostrano con certi comportamenti di usare in modo cinico ed eccessivamente egoista la loro libertà. Donne così possono andar bene per ballare insieme ma non per farci una famiglia. In ogni caso io, proprio grazie alla parità, non esito a trattarle con durezza quando se lo meritano… Tipo costringerle a scendere dalla macchina a 70 km da casa, di notte e tornarsene a piedi… E’ divertentissimo. Non mi fanno certo diventare omosessuale… Le mando affanculo, come manderei affanculo un uomo.”
Immagino sia un piacere reciproco. E che lasciare un essere umano a piedi a 70 km da casa non sia “usare in modo eccessivamente cinico ed eccessivamente egoista” la tua libertà di maschio che guida proprietario della macchina. Ma vaffanculo te, imbecille misogino vendicativo. Questo uomo no.
“La cronaca di questi giorni ci parla anche di tante donne che fanno la fila per andare a letto con un vecchio schifoso in cambio di ricompense di vario genere, o anche solo per l’ebrezza di scopare col potere. Una famosa soubrette fa scalpore per il fatto di essersi sottratta a questa prostituzione, come se fosse un fatto eccezionale. La miseria psicologica si esercita in tanti modi, anche a seconda dei cromosomi, ma dobbiamo continuare a vederla nella sfera dell’individuo, non in quella del genere. Del resto, le generalizzazioni femminili valgono tanto quanto quelle maschili, cioè nulla. Simone de Beauvoir ha detto cose definitive sulla libertà di essere qualcosa di diverso dal destino che il sesso ci consegna, ammesso che ce ne sia davvero uno.”
Vabbè, questo non sa neanche leggere. Il citatore a sproposito è una categoria vastissima, ma tra i sessisti non violenti va per la maggiore. Ovviamente, se provi a fargli notare la stupidità delle loro parole, sei tu ad essere prevenuto. Ciao eh, stai bene così. Questo uomo no.
“Oggi da parte della donna c’è maggior disponibilità, forse perché si sente fonte di attrazione erotica incontrollabile, forse perché anche lei vuole provare certe emozioni o forse perché non è capace di opporsi o anche perché pensa che così dimostra di non essere bigotta, ma libera, aperta, forte. Non so.”
Così si sentono i maschi medi eterosessuali, ciccio; svegliati. Questo uomo no.
“Un vero e proprio articolo da bar!!! Un bar per donne chiaramente. Coraggio, ancora qualche migliaio di anni e ce la fate. Se noi rimaniamo fermi, chiaramente.”
Stronzo semplice. Chiaro, netto, efficace sessismo allo stato puro. Astenersi perditempo. Questo uomo no.
“Sospetto peraltro una voglia di superiorità morale nell’attribuire l’oggettivizzazione, che è degrado diffusissimo in questa società, solo allo “sguardo maschile” che è diverso da quello femminile, dunque dire che artefici e promotori di questo degrado sono sempre e solo gli uomini, persino quando sono uomini i bersagli. E’ un’esibizione di identità rigida che si difende per scissione, continuando a dire “noi il rispetto, voi la merce”. Credo più alle somiglianze in seno ad una cultura (peraltro decisamente non a misura di essere umano) che alle inconciliabili differenze quasi biologiche fra maschio e femmina. Siamo nello stesso brodo (e il brodo non ha un buon sapore)! Continuare a dire che “il male” è nell’altro è ottuso. Questo rivendicare orgoglioso il carattere specificamente maschile di certa comunicazione contestabile andrebbe almeno sottoposto a prova empirica. Invece mi sembra un tentativo di ostentare purezza, di chiamarsi fuori.”
L’intellettuale di turno chiede “prove empiriche”, come se i dati sulle differenze di censo tra i sessi, il martellante linguaggio sessista dei media, la svalutazione sociale delle donne e le statistiche sul femminicidio non fossero numeri abbastanza “empirici”. Sarebbe il caso di fargli notare che ciò di cui parla non è brodo, è un po’ più marrone del brodo. Ma non credo che il suo cervello sia più in grado di registrare questa ovvia empiricità. Questo uomo no.
“Il mio punto non è che non esista lo sguardo oggettivante, nè che non esista una cultura diffusa in un senso o in un altro. La questione è che tutto questo panorama è spesso presentato in maniera semplificata, per schieramenti. E qui casca l’asino. Perchè attribuire questo sguardo a tutta una produzione culturale (dunque creativa, dunque amante delle differenze) di secoli e poi assegnarlo ad un 48 % abbondante per cento degli esseri umani su questo povero pianeta non significa semplicemente riconoscerne l’esistenza, ma vederlo come attributo automatico (o quasi, che è uguale) di una parte, di un luogo, di un gruppo umano (L’Occidente, i Maschi, la Modernità) che, pur avendolo partorito, ha fatto tanto oltre a questo e tanto di diverso e anche di contraddittorio. Questa è una visione bidimensionale, piatta. Nessuno, tanto meno una comunità, ha un’identità sola. Quella prevalente non conta: il singolo non si giudica dal gruppo una volta che si è appurato che il secondo non è uniforme (a sua volta il giudizio dato al gruppo è in realtà l’estensione induttiva del comportamento dei suoi membri più visibili, nemmeno dei più rappresentativi ma dei più “impressionanti”).”
Capito l’infallibile argomento? Il fatto che i maschi hanno da sempre il potere politico non vuol dire niente rispetto alla cultura, che da sempre è multiforme e variegata, soprattutto nei generi. Notoriamente, infatti, anche il mondo della produzione culturale è sessualmente variegato: i giornalisti, i produttori, i direttori di giornale e di rete TV, i cineasti, i critici d’arte, i direttori di museo, ma anche i singoli scrittori e artisti di ogni settore sono, da sempre, un terzo uomini, un terzo donne e un terzo trans, a loro volta divisi a metà tra etero e gay. Nessuno ha un’identità sola, è vero: tu sei certamente molto meno ipocrita nelle cose che ti fanno più comodo. Questo uomo no.
”Ma non parlare sfacciatamente dell’erotismo femminile non credo che sia una cosa da moralista, grazie al cielo questi argomenti, sia pure esaltati nel maschio e sviliti nella femmina, sarebbe giusto che avessero un peso limitato e subordinato a delle relazioni fra i sessi dove il mero atto fisico non sia l’unica cosa e il fine ultimo. Non credo che si debba scomodare il moralismo per affermare una cosa simile. Non voglio pensare che la denuncia fatta col corpo delle donne sia solo un’insurrezione contro il potere maschile (di per sé condivisibile) ma si spinga anche contro un determinato modo di concepire i rapporti umani, a prescindere dal sesso che opera questi atteggiamenti. Molte condividono di essere oggetto e altre passano da un uomo a un altro, non credo per dare qualche cosa dal punto di vista sentimentale.”
Niente male l’ultima frase: e meno male che non volevi scomodare il moralismo. Per carità, che il “mero atto fisico” non sia mai “l’unica cosa e il fine ultimo”! Che se le donne scoprissero che scopare chi pare a loro è bello e salutare sai che disastro il mondo, sai che rovina economica e sociale!!! Questo uomo no.