Novembre 25th, 2010

Questo uomo no, #12.

Questo è il mio contributo alla giornata di oggi, 25 novembre.

Ci tengo a precisare che non è mia abitudine “tornare” su argomenti già dibattuti in rete. La mia abitudine è fare sì che mille episodi non rimangano mille episodi ma compongano una storia. Ecco perché parto da cose che in rete sono forse già date per ‘vecchie’: perché non credo che lo siano affatto.

Ricordo a tutti - prima di leggere - che io sono un uomo e scrivo per gli uomini. E lo faccio per rispetto. Se una donna non è d’accordo con quanto scrivo, la prima cosa che faccio è cercare di capire se posso comprendere le sue critiche; se non posso a causa del mio genere, le accetto e le rispetto anche se non posso condividerle.

Oggi, venticinque di novembre, mi va di parlare di questo. Perché mi ha fatto molto male. E mi fa dire, oggi venticinque di novembre, questo uomo no.

Vi chiedo solo di lasciarmi scopare quando mi va, perché scopare non dico sia un diritto, no, ma è una cosa naturale che ogni tanto posso aver voglia di fare senza far male a nessuno; e vi chiedo di non confondermi sempre col mostro di turno, col miliardario sessuomane o l’assassino seriale o lo stupratore. È vero, alcuni di noi sono assassini, stupratori, e perfino politici miliardari indegni del loro ruolo. Ma io sono una persona normale, che di rovina gli occhi e la schiena facendo una o due ore di straordinario per pagarsi una mezz’ora di allegria al sabato pomeriggio. Pensate anche a me, quando volete fare le vostre considerazioni sul puttaniere medio. Non solo a Berlusconi. Anzi, pensate un po’ più a me che a lui." Questo uomo no. I corpi non si comprano. Mai. Di nessuno. Neanche se quel qualcuno è disposto a vendersi. Mi dispiace, ma il corpo umano non è in vendita, né intero né a pezzi. Può essere donato, certo, tutto o in parte, cosciente o defunto: ma venduto no. Non c’è alcun prezzo. Questa è la mia idea. Se pensi di poter affittare un corpo per “una mezz’ora di allegria al sabato pomeriggio”, non sei una persona normale. Sei una merda. Esattamente come il mostro di turno, il miliardario sessuomane, l’assassino seriale, lo stupratore. Tutta gente che pensa di prendersi la PROPRIA mezz’ora di allegria con il corpo di qualche altra persona, con la violenza delle botte, dei soldi, del coltello, del cazzo. Ma sempre violenza è. Questo uomo no.

"Il sesso mi è sempre piaciuto, ma io non sono mai piaciuto a nessuna donna. Gratis. Non ne faccio un dramma, è andata così. Brutti si nasce. E poteva andarmi peggio." Questo uomo no. Questo uomo che vigliaccamente usa come giustificazione per la sua violenza la bellezza, che lui non avrebbe. E basta! BASTA con questo uso ipocrita e falso della bellezza! Un uomo che ragiona così ha nel suo aspetto fisico davvero il problema minore. E’ un maschio che anche se si considera “brutto” ha ancora abbastanza orgoglio misogino da non chiedere a una donna cosa vuole, e per pensare che sono tutte uguali nel desiderare quello che lui non ha. E’ un potenziale violento che divide il mondo in chi ha avuto e chi non ha avuto dalla natura. Lo sappiamo già, quelle cose si chiamano “razze”. Chi approva quelle parole tra virgolette è un razzista. Chi pensa che il mondo si divida in belli e brutti, solo perché il sistema economico imperante privilegia alcune forme di apparenza rispetto ad altre, è un razzista. Per questo, caro il mio maschietto brutto e puttaniere, nessuno ti vuole. Perché sei una merda razzista. E non poteva andarti peggio. Questo uomo no.

Io so che questa cosa è difficile da accettare per molti di voi. Le donne, soprattutto. Non so esattamente perché, ma per molte donne è così. Non avendo mai avuto bisogno di pagare per godere, giudicano male chi lo fa. Io non ho mai avuto bisogno di pagare (per ora) perché qualcuno mi aiutasse ad alzarmi da letto o a fare una passeggiata nel parco, ma non disprezzo certo chi lo fa. Siamo tutti abituati a lavorare col nostro corpo, a consumare il nostro corpo lavorando, ad abusare del corpo di chi lavora per noi." Questo uomo no. A me le cose che non piacerebbe subire non le faccio, e non le faccio fare agli altri. E soprattutto, chiedo la loro opinione, sempre e comunque. Io l‘“abitudine ad abusare” non me la faccio venire, perché nessun prezzo giustifica un abuso, mai. Perché non mi piace quando si abusa di me, per quanto mi si paghi. Io non pago per godere per lo stesso motivo per cui non ammazzo per parcheggiare: perché tra dieci minuti il prossimo che vuole il parcheggio ammazzerebbe me. La catena degli abusi va fermata. “Io sto otto ore davanti a un terminale, e in trent’anni ho perso cinque gradi di vista." Ecco perché sei un mostro. Perché ti rifai dello sfruttamento subìto producendone un altro, invece di fermarlo. Sei una merda razzista sfruttatrice. Questo uomo no.

Io sono un puttaniere, sì. Non lo dico per vanto. In effetti, potrei anche vergognarmene. Ma mica per via dell’educazione cattolica o cose del genere. Potrei vergognarmene perché è un vizio costoso e fine a sé stesso, così come ci si vergogna di fumare o collezionare libri." Questo uomo no. A me non risulta che fumare o collezionare libri lo si fa a danno di persone che sono il mezzo del vizio. Non accendo il cranio di nessuno per fumarlo dai piedi né allineo persone di profilo in cubicoli di legno solo per farle vedere in salotto quando vengono gli amici. Fare il puttaniere non è un vizio fine a se stesso. E’ il gradino finale (forse) di un vizio: sfruttare i corpi altrui. Ci si può mettere d’accordo sul farsi pagare il proprio tempo, il proprio talento, le proprie conoscenze, la propria forza muscolare; non il proprio corpo - o come diceva qualcuno, il “corpo proprio”. C’è una bella differenza. Pagare qualcuno per fare sesso significa che è possibile pagare qualcuno affinché io - egoisticamente, se no non ci sarebbe bisogno di pagare - realizzi le mie sensazioni, i miei desideri, la mia volontà per mezzo del corpo di un altro separato dalle sue sensazioni, dai suoi desideri, dalla sua volontà. Io non credo che questo sia possibile. Nessuno è in grado di separare con un atto di volontà il corpo dalle sensazioni, dai desideri, dalla volontà. Quindi - per come la vedo io - il sesso a pagamento è uno stupro ammantato dall’ipocrita costruzione di una “transazione economica” (ipocrisia, beninteso, che è assunta a sistema, e che riesce a far essere d’accordo sia l’autore dello stupro che la vittima). E a me chi stupra non piace. Questo uomo no.

Solo un’infima percentuale dei musulmani dirottano gli aerei, e non tutti i capi di Stato tedeschi sono dediti al genocidio. Allo stesso modo, essere puttanieri non significa quasi mai giocare al bunga bunga con una decina di ragazze alla volta, usando ministeri e scranni parlamentari come merci di scambio. È un modo molto distorto di riferirsi alla mia categoria." Questo uomo no. Certo, maschietto caro, ho capito. Quindi se t’inchiappetti per duecento euro una profumata donna italiana nel suo appartamento (hai detto che non ti diverti con le povere negre per strada, no?) allora pensi di essere nell’Olimpo. No caro, devi sapere che la merda è molto democratica. Sei proprio della stessa pasta di chi può permettersi il bunga bunga con minorenni sempre diverse. Hai solo meno potere, ma mica è colpa tua. La materia prima - marrone - l’avresti anche tu. Questo uomo no.

Però nessuno le costringe… nessuno, a parte la famosa mano invisibile del mercato." Quella mano è la tua, stronzo. Il mercato sono i puttanieri come te. Fatti una sega la prossima volta. E pensa che te la sei fatta con una mano insanguinata. Questo uomo no.