Risposta a Vespertilla
Ma io veramente pensavo a clienti uomini…
Se fossi costretto per necessità, non comprometterei comunque il rapporto con la mia compagna, che viene prima anche delle mie convinzioni personali. Sempre ammesso che lei accetti la mia decisione, se no si cerca un’altra strada. Ma non mi prostituirei comunque con clienti donne.
Cercavo di comprendere la situazione tragica di chi si trova costretta a prostituirsi perché trasportata in un paese straniero senza alcun aiuto raggiungibile e in costante pericolo di vita. Nel blog “Leonardo”, in piena ondata cinico-machista, diceva di non “divertirsi” in questi casi, povero ipocrita; io volevo rispondere a Michele che in una situazione estrema e disperata anche i più fondati convincimenti personali possono vacillare, quindi non è proprio il caso di prendere “esempio” da quello che di vede per strada per farne deduzioni sociologiche senza senso. Per questo non so che pensare di una donna che lo fa “per arricchirsi”, e mi limito a dire che io “per arricchirmi” non lo farei e che non mi piacerebbe una vita così.
Nel caso estremo di una necessità economica gravissima la decisione finale sarebbe sempre “familiare”. Personalmente credo che prostituirsi per necessità sarebbe una delle decisioni che io vaglierei, salvo poi considerarla insieme alla mia compagna, ovviamente. Alla quale - per motivi che mi sembrano ovvi - non credo che permetterei di fare lo stesso, anche se potrebbe anche lei pensare a una “soluzione” del genere, come purtroppo si vede succedere.
Tornando alle tue domande, credo che un maschio che usi la prostituzione non abbia difficoltà con le donne, ma prima di tutto con se stesso - dato che, pagandole, queste difficoltà svaniscono.
Avere dei problemi non gli dà certo il diritto di affittare un corpo altrui. Tutto qui.