Risposta a Michele
Grazie per la precisazione. Ho letto in merito la risposta di Lorenzo. Personalmente non penso che ci sia qualcuna che scelga questa attività nel senso proprio del termine, cioè per “vocazione”, reale desiderio di fare questo “mestiere”. Negli ambienti extra-lusso si possono trovare ragazze che accettano di fare le accompagnatrici sperando in un futuro nel mondo dello spettacolo o simili. Resta il fatto che si tratta di un’attività che espone a violenze, umiliazioni, degrado, emarginazione, e che molto spesso nel vissuto di queste donne ci sono disagi psicologici, scarsa autostima, violenze, dipendenze, abusi sessuali precoci. Trovo molto pericolosa la banalizzazione della prostituzione, come se si trattasse di un’attività lavorativa come un’altra. E’ pericoloso perché è quello che desiderano le mafie di tutto il mondo, coloro che guadagnano e gestiscono davvero l’industria del sesso globalizzato. A milioni di donne e bambine dei paesi più poveri del mondo ogni giorno è tolta ogni possibilità di vivere una sessualità libera e una vita degna di questo nome, spinte a prostituirsi dalla miseria, dall’inganno, dai ricatti. L’unico modo di combattere questa industria vorace che ha bisogno sempre di nuova “carne fresca” è quello di affrontare il problema della domanda di prostituzione con una nuova educazione sessuale basata su un’etica dell’alterità, sulla necessità del desiderio reciproco.
[Valentina S.]