Il confine. (Questo uomo no, #16).
E’ tutto il giorno che ci penso. Che penso a questa cosa qui.
E’ un post che apre il thread di un forum, questo.
L’ho segnalato alla polizia postale. M’è sembrato il mio dovere, che comunque non si ferma qui.
Ho riflettuto molto, perché sono solito difendere la libertà d’espressione - distinguendola molto bene dalla libertà di azione - a tutti i costi. La ritengo non solo un diritto fondamentale, ma il fondamento di molti altri diritti. Annovero solo un caso nel quale mi ergo a censore: l’espressione del pensiero fascista, in tutte le sue forme e declinazioni. Questo perché il pensiero fascista è la fine violenta di ogni altro pensiero, quindi non può essere lasciato esprimersi né diffondersi - perlomeno non senza averlo riconosciuto come tale.
Qui non si tratta di riconoscere un reato - l’apologia di reato, istigazione a delinquere, o quello che sia. O forse anche questo, ma temo che qui sia in ballo una cosa più fondamentale, più condizionante.
Questo post, questo thread, è un confine. Il confine dell’indifferenza, dell’allarme sociale, della dignità di esseri umani di fronte ad altri esseri umani. Questo confine va difeso allertando tutti sulla gravità dell’oltrepassarlo, e del fare finta che lo si possa fare in nome del diritto d’espressione.
L’autore - ha un nome e un cognome, pare, che voglio dimenticare, quindi non lo ripeterò - cerca anche di prevenire possibili opposizioni; nelle ultime righe dice che lui domanda, non afferma. Non dice che vuole ammazzare, ma domanda perché non farlo, in certe condizioni che potrebbero rivelarsi vantaggiose.
In poche righe c’è davvero tutto: sessismo, ipocrisia, viltà. Insomma, fascismo. Ma non quello “storico” - le camicie nere, le frasi urlate, simboli parole valori di “destra”, roba così - ma quello esistenziale, risultato di una lunga educazione alla violenza, all’ignoranza, alla paura, alla morte.
Ecco, quelle parole sono un confine. Chi non lo riconosce corre il grande pericolo di trascinare sé e altri in un luogo che lo sopprimerà come essere umano, come essere sensibile, come essere intelligente.
Io rimarrò attento a quel confine. Ho il dovere - in quanto essere umano - di avvertire tutti che quel confine non deve essere mai superato. Quando accade, questo dev’essere manifestato a tutti nel modo più evidente possibile, in modo che quanti più possibile si accorgano di questo confine e imparino a non oltrepassarlo e a non permettere ad altri di oltrepassarlo, per qualunque motivo. L’alternativa, come si legge del resto bene in quel post, in quel thread, è la morte. Prima la morte della propria sensibilità, poi la morte della propria intelligenza, poi la morte della propria umanità. La morte fisica non avrà più importanza, allora.
Io rimarrò attento a quel confine. Sento di doverlo a tutti gli esseri umani che ho intorno.
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postato da questouomono