Maggio 23rd, 2011

Questo uomo no, #17.

La prima volta che mi misi a pensare seriamente a come i media alterino il rapporto con la realtà - soprattutto a danno di chi con la realtà ha qualche problema sociale, economico, politico - fu quando il telegiornale di allora riportò un ricorrente commento delle persone presenti al funerale di Gianni Agnelli: “E’ morto uno di noi”. Uno di noi? Immagino ci si riferisse a quelli a cui Andy Warhol ha fatto il ritratto, oppure che hanno passato metà dell’esistenza in barca a vela. Un uomo normale, insomma, come tutti gli altri. Il concetto di normale è uno dei tanti che l’uso del linguaggio comune ha distorto, banalizzato, appiattito su un significato non più vissuto né pensato. E’ ormai sinonimo di generale, diffuso, indifferente, comune. Come si vede anche dal suo etimo, non è affatto così che dovrebbe essere usato. L’uomo normale, quindi, chi è? Ormai non è più colui che dà una regola, modello o esempio di ciò che si dovrebbe essere: è, al contrario, la somma delle qualità più ovvie, più comuni, date per scontate senza un minimo di spirito critico. E quando queste qualità fanno male, generano violenza, allora l’uomo normale non mi sta più bene, la normalità non mi sta più bene; diventa preoccupante, inquietante, invadente, opprimente.

Carlo Giovanardi è stato capace di attaccare, da una posizione di governo come la sua, un’azienda privata quale IKEA per il seguente motivo: “Il termine famiglia usato dalla multinazionale è lesivo della Costituzione italiana, perché per essa si deve intendere solo quella formata dal matrimonio tra uomo e donna”. Ovviamente è bastato un dirigente d’azienda che sapesse leggere per rispondergli “la Costituzione stabilisce qual è l’oggetto dei diritti, ossia quella fondata sul matrimonio, ma non definisce la famiglia tout court”. Quale definizione aveva in mente Giovanardi? Quella che si può derivare facilmente dalla sua storia politica e personale: un uomo eterosessuale che sposa (se possibile in una chiesa cattolica) una donna eterosessuale. Una famiglia, insomma, normale. Questo uomo no.

Beppe Severgnini pensa di ‘rispondere’ a Giovanardi dicendo: Giovanardi voleva solo farsi pubblicità, avere spazio sui media e apparire il più possibile. “Rifiutare di vedere, aiutare, ascoltare e tutelare tutte le famiglie e tutte le coppie - in qualsiasi combinazione” è deplorevole, siamo d’accordo; però Severgnini pensa che il matrimonio non può essere fatto da persone dello stesso sesso, e in questo la Costituzione non c’entra. “Non lo chiede solo la religione cattolica; lo suggeriscono il buon senso, la storia e la natura (che punta, implacabile, alla procreazione e alla conservazione della specie)”. La sua, quindi, vuole essere una definizione di matrimonio normale. Questo uomo no.

Dominique Strauss-Kahn è accusato di stupro (e altre cose - seguite i vari link per non perdervi i ‘commenti’). Ha ottenuto di non rimanere in carcere in attesa del processo: è ai domiciliari a New York sorvegliato 24 ore su 24 a sue spese - dopo aver versato sei milioni di dollari tra cauzione e assicurazione. Tutte cose normali, no? Infatti ecco i più frequenti commenti del “pubblico” in rete: “è un complotto, DSK è un uomo potente, è un pericoloso pretendente alla presidenza francese, l’hanno incastrato, è normale”; “non ci credo, un uomo così potente e intelligente, ti pare che stupra, non è normale”; lo stesso DSK ha detto; “Sì mi piacciono le donne… e allora?” (sottinteso: è normale che mi piacciano le donne, e che a uno che gli piacciono le donne succedano certe cose). Questo uomo no.

Se il normale è il generale - cioè quello determinato dal maggior numero di persone - allora Giovanardi ha ragione: in paese a maggioranza cattolica-per-sentito-dire, non c’è spazio per famiglie “diverse” - leggi fuori dalla norma; non contano né l’amore né la volontà di costituire una cosa più grande di se stessi. Oppure è normale anche qualcosa che nega dei diritti, e che li nega a cittadini che non danneggiano la società esercitando quei diritti; e allora Severgnini ha ragione: l’omofobia è tradizione, buon senso, storia e natura, è normale. Se è normale che a un uomo potente vengano perdonati e insabbiati reati, a meno che non sia ordito un complotto contro di lui - e allora è il complotto il vero reato, e non il suo, e chissenefrega delle sue vittime - allora Dominique Strauss-Kahn è già innocente, non va neanche processato. A cosa serve sapere se ha davvero stuprato quella donna, o altre donne? In ogni caso, tutta la vicenda è normale, dato che lui è quello che è.

A me questo normale fa schifo. A me quest’uomo normale, che pensa queste cose normali, fa schifo. Questo uomo no.

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