Questo uomo no, #18.
Questo il testo di un articolo apparso l’11 Giugno scorso su “Il Fatto Quotidiano”, scritto da Massimo Fini. Sul sito del giornale è a pagamento, quindi lo vedete riportato da un altro sito. Di lui ci siamo già occupati anche qui. Quello che segue è il testo che ho mandato per email a Peter Gomez, direttore de “Il Fatto Quotidiano”. Ricordiamoci che il sessismo, il machismo, la violenza non sono giustificabili tramite nessun’altra azione meritoria. Possono e devono essere sempre evitati soprattutto nel linguaggio da usare pubblicamente. Di questa lettera faccio un altro questo uomo no.
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Gent.mo Direttore Peter Gomez,
posso arrivare a comprendere che un sincero sentimento di amicizia la leghi a Massimo Fini, ma non riesco ad evitare di esprimerle il mio schifo per quanto Fini è riuscito a scrivere nel suo ultimo pezzo datato 11 Giugno scorso.
Al di là di tutti gli altri argomenti usati - robaccia vecchia e inflazionata anche per Massimo Fini -, trovo che far passare come cosa risibile il prendersi a forza in bocca il cazzo di qualcuno sia un pochino sopra le righe anche per un raffinato umorista. Figuriamoci per un volgare misogino come Massimo Fini, che a immagini del genere ci aveva abituati da tempo ma che non pone limiti alla sua fantasia alimentata dai più banali luoghi comuni; evidentemente ama sorprendersi del suono delle sue stesse parole.
Se proprio ci tiene alla sua amicizia, gli spieghi che può limitarsi a tutto il restante campionario della sua cultura - se avrà voglia di mostrarla, prima o poi, ché finora né da libri né da articoli s’è molto palesata - e lasciare perdere le cose di cui non capisce niente e sulle quali non mostra più competenza di un volgare anzianotto pipparolo pornodipendente. Ne va del giornale Lei che dirige, cosa alla quale Lei spero tenga, e della reputazione di tutti gli altri che ci scrivono. Perché io, da quando Massimo Fini ci scrive le sue cretinerie violente e misogine, a “il Fatto Quotidiano” non ci tengo più. Ma io, al contrario di Lei, non lo dirigo, non ci metto la faccia e la reputazione, né ho tra i miei colleghi un esempio di ignoranza, violenza e stupida misoginia paragonabile a Massimo Fini.
Ancora un barlume di stima in Lei ce l’ho. Le ho già lette in precedenza le sue ipocrite giustificazioni di circostanza per Massimo Fini, me le risparmi se non ha altro. Invece, mi stupisca e dissoci una volta per tutte il giornale che dirige da quella robaccia e da chi si vanta di scriverla.
Lorenzo Gasparrini, uomo, Roma.
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[Piccola cosa personale: oggi è il primo compleanno di Questo uomo no. E’ ancora un pupo che deve imparare un sacco di cose, ma ci mette tutto l’impegno e la vitalità di cui è capace. E, come tutti i pupi, non sarebbe cresciuto felice senza l’aiuto di tanti che si sono fermati per fargli un sorriso, nutrirlo e dargli un po’ del proprio tempo. Grazie a tutti voi.]
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