Luglio 5th, 2011

Questo uomo no, #20.

L’ultima bravata di un nostro esponente politico, Francesco Speroni, eurodeputato leghista col desiderio di sparare ai barconi di immigrati, è stata quella di riprendersi col cellulare mentre sfrecciava a 316 km/h su una autostrada tedesca. Fin qui, niente di sessista; molto idiota e pericoloso, ma non sessista. Una donna al volante a quella velocità, su una normale autostrada, mi sarebbe parsa idiota e pericolosa allo stesso modo. Però l’ha fatto un uomo. E questo bel maschione se n’è vantato, della velocità raggiunta, alla radio. Come si sente nel video, quello è il suo record personale. E un maschio che si vanta di un record personale me lo fa venire in mente eccome, qualcosa di sessista, qualcosa di machista, qualcosa di violento: l’uomo che misura.

Diciamocelo: c’è un solo genere che ha l’ossessione, in molti suoi membri, di misurarsi il sesso e farne un record personale. La lunghezza soprattutto, ma anche il diametro ha la sua importanza. E giù a fare teorie, a provare pratiche, e a cercare prodotti farmaceutici utili a tenerlo nella massima estensione per più tempo possibile, o per estenderlo anche di un solo centimetro, che anche allora conterrebbe un’enorme quantità di orgoglio. Oppure, per non pensarci, misura altre cose: kg in trazione, massa grassa, collo-braccio-polpaccio. Ci sono intere industrie al suo servizio: al servizio dell’uomo che se lo misura. Questo uomo no.

Eh, ma il nostro eroe non misura solo quello: misura altre cose del sesso. Misura l’astinenza - oh quanto non vorrebbe! - e quella cerca sempre di avvicinarla allo zero; e misura le volte che non ci riesce, e anche quella cifra, se non è zero, è sempre troppo grande. Ma pensiamo positivo! Misura anche quante volte, e in quanto tempo. E consecutivamente, e nella stessa occasione, e in media, e al mese, e all’anno. L’uomo che misura quante volte. Questo uomo no.

Ma la misura vale anche per i fattori esterni. E così conta anche dove, e in quanti luoghi diversi. E misura per tipi, per razze, per occasioni; sta sempre a contare, aggiorna sempre il suo palmarès. E misura anche quanto costa, e se gli conviene, e se il rapporto qualità/prezzo è a suo vantaggio. E calcola anche quanto e se ha investito bene, in caso di misura a lungo termine, in caso di “per sempre”. L’uomo che misura dove, come, per quanto. Questo uomo no.

E non contento di misurare tutto del suo corpo, misura anche l’altrui: e allora ecco il 90-60-90, e la taglia 42, e l’altezza mezza bellezza, e i chili di troppo, e l’età giusta; e poi fa delle misure un canone, una regola. E gli cambia nome, in modo che quelle misure possano essere comunicate senza violenza, senza allarmare, nell’indifferenza. E chiama le misure moda; che bella la moda! Chi vorrebbe mai andare contro la moda? E’ la moda, baby, che impone le sue misure, a tutti: mica sono io che ti dico di dimagrire, di operarti, di cambiarti. L’uomo che misura le donne. Questo uomo no.

Ma misura anche oggetti, enti, gruppi. L’auto più veloce, la moto più potente, la casa più grande, l’azienda con più fatturato, la fabbrica con più clienti, il partito con più tessere, la squadra con più punti. E cerca di possedere, di appartenere a tutte queste cose, lui, con la stessa tenace speranza di quando si misura il suo pisello. L’uomo che misura le cose. Questo uomo no.

A volte può essere vincente misurare altre cose, non materiali: l’importante è misurare. Quanti libri ha letto, e quanti titoli di studio ha conseguito; quanti paesi ha visitato, e quante persone ha conosciuto, e quante cose ha visto; tutto fa numero, tutto è record, purché si possa misurare e possa essere di più, tanto, un gran numero: l’esperienza vissuta che rimane di tutto ciò non conta nulla. Importa la misura della cultura. Questo uomo no.

E misura anche la sua legalità, la quantità di persone che può comprare e/o alle quali chiedere un favore che non si può negare, il numero di leggi che può trasgredire. E se la misura la oltrepassa, quelle altre misure serviranno, perché allora si farà una gara tra misure: e chi vince la gara, per esempio, festeggia NON la caduta delle accuse, che restano, NON la mancanza di un atto sessuale, che ha ammesso, ma la fine degli arresti domiciliari - con una bella cenetta con la moglie. L’uomo che misura il suo potere. Questo uomo no.


  1. postato da questouomono